Bogota Tiempo - Corre l'agrifoodtech italiano, investiti 121 milioni nel 2025 (+18%)

Bogota -

NELLE NOTIZIE

Corre l'agrifoodtech italiano, investiti 121 milioni nel 2025 (+18%)
Corre l'agrifoodtech italiano, investiti 121 milioni nel 2025 (+18%)

Corre l'agrifoodtech italiano, investiti 121 milioni nel 2025 (+18%)

Report Eatable Adventures, 501 startup per 4.410 posti di lavoro. Ue in controtendenza

Dimensione del testo:

Mentre in Europa gli investimenti in Agrifoodtech calano del 3,7% e a livello globale del 12%, l'Italia va in controtendenza e chiude il 2025 con 121,6 milioni di euro raccolti, +18% in un anno. E' quanto emerge dal nuovo report sullo stato dell'applicazione di innovazioni digitali e tecnologiche nella filiera agroalimentare in Italia, elaborato da Eatable Adventures, filiale del principale acceleratore del settore su scala globale, per il Verona Agrifood Innovation Hub, primo polo di sviluppo dell'ecosistema agrifoodtech nazionale. Una crescita trainata dalla capacità italiana di attrarre investitori specializzati, maggiori fondi internazionali e investimenti più grandi e di qualità superiore. Calano, infatti, i micro-investimenti sotto i 350mila euro dal 60% al 42%, mentre salgono quelli superiori al milione di euro, dal 12,4% del 2024 al 39,4%. Il settore conta oggi 501 startup attive (+23%), concentrate soprattutto nel Nord Italia con Lombardia al primo posto (28,1%), seguita da Piemonte (11,7%), Emilia-Romagna (10,9%), Veneto e Trentino-Alto Adige al 7,8%. L'impatto è concreto anche sul piano occupazionale con 4.410 posti di lavoro generati (+47%), e su quello tecnologico: il 43,8% delle startup integra soluzioni di Intelligenza Artificiale e cresce il trasferimento tecnologico università-impresa (22,4%), segnale di un ecosistema sempre più strutturato, anche se con ulteriori margini di rafforzamento. ll motore di questa trasformazione è un capitale umano d'eccellenza, sottolinea il report. Il ritratto del fondatore italiano dell'Agrifoodtech ha una media di 39 anni e una preparazione accademica ai vertici europei: oltre il 90% è laureato e più di un terzo possiede un dottorato di ricerca. Un settore che premia l'esperienza, con il 53,1% composto da imprenditori che hanno già fondato e gestito altre startup; il 73% dei founder vanta inoltre una competenza nel settore agroalimentare, garantendo una profonda comprensione delle dinamiche di mercato.

A.Nunez--BT