Legacoop, vino patrimonio a rischio tra clima, mercati e consumi che cambiano
Maretti, servono politiche capaci di accompagnarlo contro sfide che si sommano tra loro
Il vino è un patrimonio della cultura italiana ma molte questioni tra cui il clima, i mercati e i consumi che cambiano mettono a rischio un settore fondamentale per l'economia agroalimentare del nostro Paese. A dirlo Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare che avverte "la promozione, da sola, non basta: il comparto ha bisogno di politiche capaci di accompagnarlo di fronte a sfide che si sommano tra loro" e fa il punto sulla situazione nei giorni in cui riparte la pianificazione dello spot istituzionale dedicato al vino italiano, promosso dalla presidenza del Consiglio dei ministri. Rese in calo per effetto del riscaldamento globale, una vendemmia anticipata come mai visto prima, mercati internazionali incerti tra dazi e tensioni geopolitiche, consumi in trasformazione: sono questi i fronti aperti su cui si gioca il futuro di uno dei comparti più identitari dell'agroalimentare italiano. Il nodo principale riguarda il clima. Il riscaldamento globale, ricorda Maretti, non è più una minaccia astratta ma un fattore che incide già oggi sulle rese e sulla qualità delle produzioni, colpendo in particolare le aree collinari, dove le basse rese renderebbero necessari interventi mirati, a partire dal potenziamento delle infrastrutture irrigue. A preoccupare il presidente di Legacoop Agroalimentare è anche il proliferare di nuovi vigneti: il sistema attuale consente ogni anno l'impianto di quasi 7mila nuovi ettari, un ritmo che il Coordinamento vitivinicolo di Legacoop Agroalimentare chiede da tempo di sospendere temporaneamente, insieme a un rafforzamento degli strumenti di liquidità per le imprese cooperative.
T.Castillo--BT