De Piscopo, dedico Sanremo a Pino e agli altri, non pensavamo ai soldi ma alla musica
Candeline in sala stampa per gli 80 anni di una leggenda vivente
"Non me l'aspettavo questo successo di ieri sera, perché sembrava di essere veramente ritornato a 38 anni fa, stamattina non riuscivo a camminare, la gente che mi assaliva, ma soprattutto i bambini. E io voglio condividere questo Sanremo del 2026 con Pino Daniele, James Senese, Joe Amoruso e Rino Zurzolo, che sono sempre sempre nei miei pensieri e nel mio cuore, perché abbiamo fatto una musica straordinaria, ma non lo sapevamo che stavamo scrivendo pagine di storia, non lo sapevamo, non pensavamo ai soldi, pensavamo a fare una musica". Lo dice Tullio De Piscopo protagonista ieri di uno straordinario duetto su Andamento Lento con Lda & Aka 7Even e un coro gospel in sala stampa a Sanremo. Con i giornalisti la leggenda vivente della musica ha spento le candeline per gli 80 anni che ha appena compiuto tra gli applausi e poi ha improvvisato un miniconcerto usando come piatti il tavolo. "E' veramente una grande emozione, - dice parlando di ieri sera - ho trovato in questi ragazzi la serietà, la professionalità, la freschezza, capisco tutte le parole quando cantano, oggi giorno è un po' tutto oscuro, ma loro sono belli, chiari, capisco tutto, quando mi hanno proposto di stare con loro sul palco ho detto fatemi sentire qualcosa, la versione mi è piaciuta, ho accettato di stare con i ragazzi perché io mi sono sempre prodigato per i giovani e ancora oggi insegno a Milano, dò a loro l'esperienza, loro mi danno sempre gli occhi della speranza, i miei allievi". A chi gli chiede di Andamento lento racconta come è nata da una battuta di un tassista romano che lo stava portando a Casalpalocco e gli disse che "a Roma era tutto un andamento lento per il traffico": "38 anni fa siamo arrivati qua e avevamo solo quel brano perché non avevamo un long play, poi è andata come è andata".
H.Sanchez--BT
