Il 10% delle donne consuma alcol in gravidanza, aprile mese della prevenzione
Fnopo: "anche piccole dosi sono rischiose per il bimbo, la legge compie 25 anni"
Quasi il 10% delle donne a livello globale consuma alcol durante la gravidanza con possibili conseguenze sul bimbo. La sindrome alcolica fetale è la forma più grave delle fetal alcohol spectrum disorders, un insieme di disturbi causati dall'esposizione prenatale all'alcol e se ne verificano in media 14,6 casi ogni 10.000 persone, con circa 119.000 bambini nati ogni anno affetti dalla Fas nel mondo. Lo ricorda la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica in occasione del mese di aprile, dedicato alla prevenzione alcologica. Nel mese di aprile istituzioni pubbliche, associazioni e professionisti sanitari intensificano campagne educative e informative sui danni derivanti dal consumo di alcol. In Italia, il mese si inserisce quest'anno anche nei festeggiamenti per i 25 anni della Legge 125/2001, che ha stabilito strategie nazionali di promozione della salute e prevenzione dei comportamenti alcol-correlati, e nella 25/ma edizione dell'Alcohol Prevention Day, evento di riferimento per la sensibilizzazione sul tema organizzato dall'Istituto Superiore di Sanità. "La prevenzione dell'esposizione prenatale all'alcol è completamente evitabile e richiede una comunicazione chiara: zero alcol durante la gravidanza - afferma Silvia Vaccari, presidente della Fnopo -. Ed è importante affrontare questo tema ben prima del concepimento, perché i primi giorni di gestazione spesso passano prima che una donna sappia di essere in gravidanza". Il rischio, ricorda Vaccari, è presente anche con consumi non elevati, perché "non esiste una quantità sicura di alcol in gravidanza: l'etanolo attraversa facilmente la placenta, raggiunge il feto e interferisce con lo sviluppo del sistema nervoso centrale e degli organi in formazione". Accanto alla Fas, che rappresenta la forma più grave, esistono anche forme intermedie spesso misconosciute, che possono manifestarsi in età scolare con difficoltà cognitive, disturbi dell'attenzione e problemi dell'apprendimento, rendendo ancora più complessa la diagnosi.
I.Pardo--BT