Bogota Tiempo - Scoperto il circuito cerebrale al cuore del Parkinson, possibili terapie mirate

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Scoperto il circuito cerebrale al cuore del Parkinson, possibili terapie mirate
Scoperto il circuito cerebrale al cuore del Parkinson, possibili terapie mirate

Scoperto il circuito cerebrale al cuore del Parkinson, possibili terapie mirate

Primi test sui pazienti con un nuovo trattamento non invasivo

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Individuato il circuito cerebrale alla base dei principali disturbi del Parkinson: è la cosiddetta rete di azione somato-cognitiva (Somato-Cognitive Action Network, Scan), una specifica area della corteccia motoria dove i pensieri vengono tradotti in movimenti. Trattare in modo mirato questa rete cerebrale, per esempio attraverso la stimolazione magnetica transcranica, permette di raddoppiare l'efficacia delle terapie tradizionali. Lo dimostra uno studio pubblicato su Nature da un gruppo di ricerca internazionale guidato dal Changping Laboratory di Pechino in collaborazione con la Washington University School of Medicine di St. Louis. "Per decenni il Parkinson è stato principalmente associato a deficit motori e ai gangli della base", la parte del cervello che controlla i movimenti muscolari, spiega il coordinatore dello studio Hesheng Liu. "Il nostro lavoro dimostra che la malattia affonda le sue radici in una disfunzione di rete molto più ampia. La Scan è iperconnessa a regioni chiave associate al morbo di Parkinson e questo cablaggio anomalo compromette non solo il movimento, ma anche le funzioni cognitive e corporee correlate". I ricercatori hanno raccolto i dati dell'imaging cerebrale di oltre 800 persone, tra cui pazienti colpiti da Parkinson e trattati con stimolazione cerebrale profonda, farmaci, stimolazione magnetica transcranica e stimolazione a ultrasuoni focalizzati. Come gruppo di controllo sono stati inclusi individui sani e pazienti con altri disturbi del movimento. L'analisi dei dati ha rivelato che il Parkinson è caratterizzato da un'iperconnettività tra lo Scan e le regioni sottocorticali responsabili delle emozioni, della memoria e del controllo motorio. Tutte e quattro le terapie incluse nello studio si sono dimostrate più efficaci quando hanno ridotto questa iperconnettività, normalizzando l'attività nel circuito responsabile della pianificazione e del coordinamento dell'azione. Partendo da questa osservazione, i ricercatori hanno sviluppato un trattamento in grado di colpire la rete Scan in modo non invasivo con una precisione millimetrica: lo hanno fatto applicando la stimolazione magnetica transcranica, che invia impulsi magnetici al cervello da un dispositivo posizionato sulla testa. In uno studio clinico, 18 pazienti sottoposti al trattamento per due settimane hanno mostrato un tasso di risposta del 56% contro il 22% ottenuto stimolando aree cerebrali adiacenti.

S.Cardona--BT