Il pianista Bollani torna al suo Conservatorio per un concerto-lezione
Al Cherubini di Firenze si diplomò 33 anni fa
Un concerto-lezione insieme agli studenti del Conservatorio Cherubini, dove 33 anni fa conseguì il diploma in pianoforte classico: così il pianista jazz Stefano Bollani si è esibito nella scuola dove si è formato suonando stamani nella Sala del Buonumore, aperta al pubblico. Con lui i giovani musicisti guidati dal professore-sassofonista Dario Cecchini del dipartimento Jazz. "Mi fa piuttosto impressione - ha detto Bollani al suo ritorno dopo tanti anni nell'istituto - perché mi ricordo bene la scuola, anche l'atmosfera. All'epoca io la trovavo molto austera. Invece ora entro e penso che non era poi così terribile. Ma sai com'è, quando si è bambini si patisce molto lo stare a scuola". Pensando ai giovani, per Bollani "bisognerebbe fare molto di più", non solo in Italia, "ma a livello mondiale" per la musica. "Manca questo piccolo passaggio", su quanto sia importante la musica stessa. "Una volta che fosse chiaro questo, alle persone che regolano le istituzioni ma anche a quelli che invece le subiscono, sicuramente andrebbe tutto meglio". Bollani ha ricordato che si parla di musica "come lavoro, come intrattenimento, si parla di musica come cultura da preservare", però, "ci siamo dimenticati di tutto il resto". Ad esempio, ha evidenziato, "la musica ha un aspetto rituale, importantissimo, di salute, ci fa bene. Ed è una forma di comunicazione molto più alta di qualsiasi linguaggio, la musica delle sfere, la chiamava Platone, è il linguaggio degli dei". "Ci siamo scordati un po' di cose nel passaggio e bisognerebbe forse lavorare su questo", ha poi aggiunto, "fa sì che tu comunichi con persone completamente diverse da te, lontane geograficamente, lontane per anagrafe. È un linguaggio meraviglioso". Il Conservatorio, ha spiegato il direttore del Cherubini, Giovanni Pucciarmati, "ha doppia funzione, quella di formare giovani musicisti che si affacciano al lavoro, ma soprattutto diffondere la cultura musicale in tutto il territorio. Firenze è una culla della musica e il Conservatorio storicamente ha sempre fatto questo. Oggi dobbiamo fare di più e chi torna da noi ci aiuta a fare anche questo, come appunto Stefano Bollani".
B.Hurtado--BT