Applausi e ovazioni per debutto di Nabucco allo Sferisterio
In regia Fourny muri e deserti di pietra evocano l'incomprensione tra i popoli
(di Federica Acqua) Applausi e ovazioni, anche a scena aperta, hanno salutato ieri sera in uno Sferisterio sold out il debutto di Nabucco di Verdi, che ha inaugurato il 62/o Macerata Opera Festival in nuova produzione dell'Arena, realizzata in collaborazione con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi. Un'accoglienza che ha premiato non solo l'ottima prova di un cast di livello affiatato ed equilibrato, che ha trovato nel grande soprano Anastasia Bartoli (Abigaille) e nel baritono mongolo Ariun Gambataar (Nabucco), inappuntabili sia in voce che in recitazione, la sua massima espressione, ma anche la suggestiva regia di Paul-Emile Fourny e le scene di Benito Leonori. I due artisti hanno ricreato sul palco, grazie a video di Mario Spinaci proiettati sul muro e rocce semoventi (manovrate a mano) simili ad antiche tavolette di scrittura in formato gigante (c'è anche la monumentale porta di Istar situata originariamente a Babilonia), una sorta di deserto primordiale che circoscrive l'inizio e la fine dell'eterna lotta tra i popoli, incapaci di comprendersi, proiettandola in una dimensione universalistica e atemporale. Una visione accentuata da immagini che riproducono i quattro elementi della natura: aria, acqua, terra e fuoco, e che in quelle marine che accompagnano l'applaudita esecuzione del Coro Lirico Marchigiano Vincenzo Bellini (preparato da Christian Starinieri) in "Va pensiero", offre assieme ad altre che evocano il Muro del Pianto, momenti di rara suggestione. Completano le scene gli eleganti costumi di Giovanna Fiorentini, a metà tra quelli di Conan il barbaro e gli abiti post-apocalittici della serie di Mad Max nel caso di Nabucco e Abigaille, mentre i colori delle semplici tuniche del popolo ebraico che vanno dal verde al beige, si mescolano armoniosamente con quelli del deserto, regalando al pubblico un insieme di raffinata bellezza. Un allestimento semplice ed efficace che non lascia mai vuoto il lungo palco dell'Arena (quasi 100 metri), grazie alla presenza di una settantina di coristi, cui si aggiungono dieci mimi e altrettanti figuranti a scandire, assieme ai protagonisti, le fasi salienti della vicenda. In questo contesto s'inserisce l'eccellente prova dei cantanti, mai sopra le righe dal punto di vista attoriale, puntualmente diretti da Fabrizio Maria Carminati sul podio dell'Orchestra Filarmonica Marchigiana. Tutti applauditissimi, con meritate ovazioni andate in particolare a Bartoli e Gambataar, ma anche agli altri interpreti: Alberto Comes (Zaccaria), Alessandro Scotto Di Luzio (Ismaele), Laura Verecchia (Fenena), Renzo Ran (Gran Sacerdote di Belo) Simone Fenotti (Abdallo), Alessia Camarin (Anna). Repliche: 26 luglio, 1 e 9 agosto.
F.Tamayo--BT